Storia

L’Italia vanta un’antichissima e profonda tradizione pastorale,basti pensare alle innumerevoli razze ovicaprine autoctone (molte delle quali in declino,se non del tutto estinte).

Fino a non molti decenni fa,non vi era famiglia che non avesse un piccolo gregge di pecore o un piccolo nucleo di capre (giusto pochi esemplari) per il sostentamento del nucleo familiare (si trattava spesso di razze a duplice attitudine,che fornivano anche un piccolo quantitativo di lana).

Accanto a questi animali non mancava quasi mai la presenza di un cane da pastore,che spesso ricopriva anche la “carica” di guardiano oltre che di conduttore delle greggi e delle mandrie.

L’origine del nostro cane da pastore e’,come per molte altre razze canine,quasi sconosciuta…I pastori piu’anziani dichiarano di avere sempre avuto al loro fianco questi cani,che presentano delle caratteristiche identiche ai soggetti da noi analizzati e presi in considerazione…

L’iconografia e’ scarsa,e scarsamente reperibile;anche se le poche fonti fotografiche a nostra disposizione parlano chiaro.

Già Varrone e Columella parlano della presenza di cani dal mantello nero,in epoca Romana,presenti sul nostro territorio,che erano preferiti ai cani dal manto bianco per fare la guardia alle abitazioni.

Gli antichi pastori della campagna romana, durante la repubblica e fino ai primi tempi degl’imperatori, adoperavano per la guardia delle loro greggi cani molto somiglianti ai lupi.

(M.Lessona “I cani” 1870)

Nelle pianure dell’Ungheria, qualche volta il pastore medesimo sbaglia, scambiando un lupo per uno dei suoi cani. Pare che ciò avvenisse non di rado a quegli antichi pastori della campagna romana, perché Columella raccomandava loro di procacciarsi cani bianchi, affine di non ferire tal volta il cane in iscambio del lupo. Quei pastori non intesero a sordo, e i cani dei pastori attuali della campagna romana sono bianchi.

(M.Lessona “I Cani” 1870)

Abbiamo quindi le testimonianze di un cane di tipo lupoide,spesso dal mantello scuro o simile al lupo,che veniva adoperato sulle greggi.

Il tipo di conduzione che un cane deve affrontare su una particolare razza ovina,e su un determinato tipo di territorio, ne forgia le caratteristiche fisico-comportamentali:le pecore britanniche vengono condotte con lo “sguardo” (istinto predatorio neotenicizzato) dei border collies, che attuano un tipo di conduzione basato appunto sullo sguardo (non devono assolutamente toccare le pecore) e su movenze particolari, viceversa, le pecore di ceppo appenninico, dall’origine molto antica (la pecora massese e’ considerata la diretta discendente del muflone), necessitano di una conduzione del tutto diversa,a causa della loro indole spesso aggressiva, che necessita di morsi (“toccate”) e “colpi di spalla” da parte del cane da pastore,che deve essere veloce,ed avere una struttura tale da consentire balzi e movimenti tipici di un terreno spesso accidentato,collinoso,o montuoso,ben diverso dai pascoli britannici o australiani.

Questi cani,come gia’ abbiamo visto,erano molto diffusi in Italia,e meticciandosi in tempi non troppo remoti,hanno dato origine alle varie realta’ di razze “locali”,estremamente disomogenee ,chiaramente nate da meticciamenti con razze britanniche (o francesi o tedesche) delle quali tuttoggi se ne chiede un improbabile riconoscimento.

Il ritrovamento del ceppo originario di cani e’ avvenuto nella zona delle Alpi Apuane, che, per il suo isolamento, ha permesso la conservazione totale e ne ha preservato le peculiarita’ morfologico-caratteriali tipiche della razza (sperone, semplice o doppio, chiusura a tenaglia, manto dalla particolare tessitura, orecchie erette).

Di seguito alcune foto di cani dei tempi passati: